Premessa

Questo è il primo articolo di questo blog in cui lascio la parola ad un altro autore. Mi è sembrato giusto e doveroso dato che, sebbene l’idea di fondo sia stata partorita insieme, la completa realizzazione è stata fatta da Giulio (mio fratello, ndr), a cui devono andare tutti i complimenti e gli onori!

Alessandro

L’idea nasce dalla necessità di dover irrigare alcune piante, fiori e un orto a qualche chilometro da casa; tutti dotati di un impianto a goccia che permette di risparmiare molta acqua, ma che deve essere acceso per lunghi periodi di tempo, anche una notte intera. Quindi, dopo aver pensato alla parte idraulica, è giunto il momento di renderla anche smart*, grazie al fedele Raspberry Pi.

*ovvero come rendere complicato anche il semplice gesto di aprire un rubinetto.

Questo progetto ha avuto una lunga gestazione, non tanto per la complessità di fondo, quanto per la troppa carne al fuoco messa fin da subito. Ho deciso quindi di partire dall’essenziale: una centralina per l’irrigazione gestita dal Raspberry Pi che permetta la programmazione tramite smartphone, tablet o da remoto.

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Immagino che in molti avranno letto la notizia che gira in queste ore (sui social, su molti giornali e anche su qualche tv). La riassumo in breve:

Nove giornalisti canadesi inviati per seguire le olimpiadi invernali (di Sochi, Russia) sarebbero giunti invece, per errore, a Soci, paese del Comune di Bibbiena in Provincia di Arezzo (nella valle del Casentino dove vivo, ndr).

La notizia nasce con uno screenshot di un inverosimile dispaccio di agenzia dal nome improbabile (PRESS GRLL), postato la sera del 5 Febbraio dall’utente frank.cas77 (Frank Casentino, sedicente giornalista canadese) sul forum Casentinesi.it

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Il 5 Gennaio 2014 con gli amici del BLAQ Visual Deparment abbiamo realizzato un’altra installazione utilizzando sempre il nostro pannello a LED autocostruito (BLEM), il projection mapping con video proiettore ed il controllo delle luci DMX del locale.

La descrizione schematica della struttura è la seguente. Di seguito un video e qualche dettaglio tecnico.

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Non contento di Natalino (controllo delle luci dell’albero con Arduino) ho deciso di rendere il progetto più “intelligente”, utilizzando questa volta il mio fido Raspberry Pi.
L’obiettivo era accendere un alberino a led con un tweet. Ed in poco tempo direi che ci sono riuscito 🙂

Volete provare ad accenderlo anche voi?


Di seguito le spiegazioni tecniche.
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Progettino natalizio ideato da me e realizzato da mio fratello Giulio: controllo dell’accensione luci dell’albero di Natale con Arduino, in due modalità:

  • Giorno: l’albero si accende solo se rileva il passaggio di una persona (con un PIR infrarossi)
  • Notte: l’albero si accende in modo fisso e si spegne ad un orario predefinito (con un timer che bypassa il PIR

Il tutto è abbastanza semplice e permette anche di risparmiare sull’elettricità, visto che di giorno le luci rimangono spente quando non c’è nessuno a guardarle !

Ecco i componenti utilizzati:

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Chi ha un blog WordPress su uno spazio Aruba ha già capito la questione: ogni volta che si tenta di fare un aggiornamento del CMS (o di plugin e temi) si ottiene un frustrante “Internal Server Error“.
L’unico modo per ripristinare è quello di accedere al proprio pannello di controllo del dominio, andare su “Pannello di Gestione Hosting Linux” poi “Strumenti e Impostazioni” e infine “Riparazione permissions“.

Ma c’è un sistema definitivo (che ho scoperto quasi per caso) che permette di risolvere il problema alla fonte:
Nella stessa pagina “Strumenti e Impostazioni” è sufficiente infatti cliccare su “Personalizzazione del file PHP.INI” e nel popup che sia pre selezionare “WordPress” tra le opzioni. Chiudere la finestra e vivere felici senza l’anatema che si ripresenta ad ogni update 😉

Il Raspberry Pi è molto versatile ma a volte bisogna tener conto di alcune limitazioni. Una di queste è senza dubbio la poca corrente fornita dalle porte USB (circa 100 mA).

Tastiere e mouse di solito non hanno problemi, ma quando abbiamo delle periferiche che richiedono più corrente (per esempio una chiavetta WiFi o Bluetooth) allora è necessario utilizzare un HUB alimentato.

Gli HUB USB alimentati però non sono così economici. Con un po’ di manualità è possibile trasformare un vecchio hub in uno con alimentazione separata, oppure auto costruirsi una prolunga usb alimentata (powered usb extender) sfruttando i cavi che probabilmente abbiamo già a casa.

Obiettivo: alimentare il Raspberry e la periferica USB con un solo alimentatore USB, fornendo energia sufficiente ad entrambi.

Occorrente:

  • Cavo USB – microUSB (quello che comunemente utilizzate per alimentare il Raspberry)
  • Prolunga USB maschio-femmina (spesso fornite insieme alle chiavette usb o altre periferiche)
  • Alimentatore 5V (da almeno 1.2A, meglio qualcosa di più: dovrà alimentare sia il Raspberry che la periferica!)
  • Nastro isolante e saldatore a stagno

Il procedimento è semplice:

  • Tagliare a metà i due cavi
  • Nella prolunga maschio/femmina prendere il pezzo con l’USB femmina e collegare i fili rosso e nero al cavo USB maschio che andrà all’alimentatore. Gli altri due fili (bianco e verde) trasportano i dati e saranno collegati al connettore maschio che andrà all’uscita USB del Raspberry. Attenzione: non collegare anche rosso e nero all’ingresso del Raspberry, evitiamo che la corrente torni indietro dall’hub, potrebbe danneggiarlo!
  • Prendere lo spezzone col microUSB e collegare rosso e nero (gli altri non servono) agli altri che avete collegato al punto precedente.
  • Fissare tutti i collegamenti con nastro isolante e/o un punto di saldatura a stagno (consigliato).

Lo schema seguente spiega molto meglio il collegamento effettuato.

 

Schema di collegamento

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Con un pizzico d’orgoglio posso scrivere che il progetto BLEM (Matrice led + projection mapping + controllo luci dmx) è stato inserito tra i casi d’uso di QLC+, il fantastico programma che ho utilizzato per comandare da remoto sia il pannello led sia tutte le luci DMX del teatro.

Ringrazio lo sviluppatore Massimo Callegari, con cui tra l’altro ho iniziato uno scambio di idee che sembra promettente per futuri sviluppi 😉

Blem project tra gli use cases di QLC+ !

Blem project tra gli use cases di QLC+ !

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Con alcuni amici abbiamo appena completato un progetto di cui vado molto orgoglioso.

BLEM” è il nome in codice che abbiamo scelto per un pannello di alluminio (200 cm x 80 cm) con una matrice di 250 LED RGB, comandabili singolarmente (da remoto) grazie ad un Raspberry Pi.
Tutto ideato, progettato e costruito artigianalmente !

Prima dei dettagli tecnici iniziamo con un video esplicativo della realizzazione.

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Due giorni fa la tastiera del mio vecchio MacBook bianco (del 2008, ma ancora perfettamente in grado di fare il suo lavoro) ha deciso di fare i capricci: alcuni tasti (nello specifico tutta la colonna / U J M ) hanno smesso di funzionare.

Ipotizzando un guasto hardware mi ero già rassegnato ad utilizzare una tastiera esterna oppure iniziare la ricerca del pezzo di ricambio che, per inciso, costa un botto. Infatti in questo modello è necessario cambiare tutto il top case per sostituire la tastiera. Preventivo di un Apple Reseller: 150€ circa. In rete si trova a qualcosa meno, ma si va sempre sopra i 100€ per una tastiera italiana…. un po’ meno se ci si accontenta di un layout US o UK.

Considerato che forse tutto il MacBook varrà si e no 300€, mi sembrava una spesa folle.

Poi alla fine ho avuto idea di provare un reset di SMD e NVRAM, due memorie in cui vengono salvati alcuni parametri della macchina e che spesso sono responsabili di malfunzionamenti hardware.

Queste le pagine ufficiali di Apple che spiegano il reset di SMD (controller di gestione di sistema) e NVRAM (conosciuta anche come PRAM nei vecchi modelli)

Alla fine i passaggi che ho compiuto per resettare entrambi sono stati:

  • arrestare il sistema
  • scollegare l’alimentatore e staccare la batteria
  • premere il tasto di accensione del computer per 10 secondi
  • ricollegare batteria e alimentatore
  • Tenendo premuti i tasti Comando (⌘), Opzione (alt), P e R, accendere il computer
  • Tenere premuti i tasti finché il computer non si riavvia e si sente il suono di avvio (bong) per la seconda volta, a questo punto rilasciarli

Dopo questa procedura la keyboard è tornata magicamente a funzionare. 150 euro risparmiati! 😉