L’auto di Google Street View aveva già percorso le strade del Casentino (valle in provincia di Arezzo a ridosso dell’Appennino, ndr) nel Luglio 2008 ed era stata avvistata personalmente da me (come testimonia questo vecchio articolo) e dopo circa un anno e mezzo, nel Gennaio 2010, le foto effettuate erano state finalmente pubblicate su Street View.

In questi giorni (Giugno 2011), a 3 anni di distanza dall’ultimo passaggio, la macchina di Google è stata avvistata più volte nei paesini casentinesi: Pratovecchio, Castel San Niccolò (a Strada e Rifiglio), Ponte a Poppi…

Riconoscerla è facile: la vistosa fotocamera sul tetto di una Opel Astra (con targa tedesca) non passa certo inosservata!

Ma stavolta Google ha pensato di renderla ancora più visibile:
L’auto che sta girando in questi giorni infatti ha una carrozzeria colorata e personalizzata da Art Cars, un gruppo di studenti di design della “Miami Ad School” di Amburgo.

Ecco 3 foto scattate da Francesco Magrini a Pratovecchio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Probabilmente dovremo aspettare circa un anno per veder pubblicate le nuove foto…. ma intanto bentornata Google Car ! 😉

Edit: ecco anche il reportage fotografico di Marco Trevisan, che ha trovato la Google Car parcheggiata in via Roma a Ponte a Poppi! Potete trovare altre immagini (belle e dettagliate) nel suo account Flickr.

Edit del 14/10/2011

Oggi, dopo solo due mesi circa dall’ultimo avvistamento in zona, scopro che le nuove foto sono già disponibili su Google Street View ! Incredibile come abbiano fatto veloci, questa volta! 😀

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ notizia di ieri che il Governo (tra le poche cose buone che ha fatto fino ad ora, ndr) ha abolito l’articolo 7 del decreto Pisanu sulla sicurezza (terrorismo??) che impedivano l’accesso alle reti WiFi pubbliche senza essere prima identificati.

Per molti, e a ragione, questo decreto è stato un vero proprio cappio allo sviluppo delle reti WiFi pubbliche negli ultimi 5 anni. Per cui la notizia di apertura, attesa e spinta da molti, non può che essere accolta con molta felicità e ottimismo. Anche da me, ribadisco.

Appoggiata un attimo la bottiglia di spumante (in attesa di riprenderla per capodanno) permettetemi però di fare alcune riflessioni sulla sicurezza.

WiFi Open

Forse sarò un pochino fissato (ma credetemi, c’è chi lo è più di me), e non a caso uno dei miei primi articoli su questo blog fu “Le reti wireless sono insicure: come e perché proteggersi“, in cui facevo una carrellata sulla sicurezza delle reti wifi, le problematiche legali e la sicurezza dei protocolli WEP e WPA.

mi autoquoto un pezzetto:

Molti tendono a minimizzare il problema, pensando che nessuno dei vicini di casa andrà mai a collegarsi con la propria rete. Niente di più sbagliato! Ormai tutti i portatili in commercio hanno la scheda wireless integrata. Basta attivarla e (Windows <_<) rileva le reti aperte disponibili e addirittura tenta di connettersi alla prima che trova, in modo spesso del tutto trasparente all’utente! Chi abita in città, in mezzo a palazzi e condomini sa bene quanto non sia raro rilevare 4-5 reti wireless intorno a se…

Ok, direte voi, che mi importa? Al massimo il vicino naviga a mie spese in qualche sito, che succederà mai !? – Questo in effetti oltre ad essere il caso migliore, è anche il caso più frequente. Solitamente il vicino non è un malintenzionato… ma vi fidate ciecamente di tutti quelli che vi abitano (o che passano) attorno ? Altro piccolo inconveniente: il vicino smanettone si collega alla vostra rete e con un programma p2p occupa la maggior parte della vostra banda. Siete contenti? Non credo.
Ma pensate al caso peggiore: il vicino che credevate tanto innoquo in realtà è un delinquente che approfitta della vostra rete per compiere illeciti. Le forze dell’ordine verranno a cercare VOI a casa, perchè l’ip con il qualche il vicino ha navigato è il vostro. E voi non avrete nessuna prova (o comunque saranno discutibili) che non siete stati voi.
Secondo me non vale la pena di rischiare.

Applicate questo discorso alle reti wifi completamente aperte e capirete che non c’è più bisogno di un bimbominkia qualunque che fa il lamer decrittando una WEP (veramente alla portata di tutti, vista la debolezza intrinseca del protocollo e la grande quantità di utility che si trovano per farlo in 10 minuti) né hacker più smaliziati che si mettono a provare attacchi bruteforce o da dizionario su handshake WPA (e con molto tempo libero a disposizione, se la password è > 10 caratteri).

Senza considerare poi il fatto che i dati sulle reti wifi aperte viaggiano assolutamente in chiaro. Questo vuol dire che chiunque connesso alla stessa rete con un programmino di scansione può intercettare semplicemente il vostro traffico (qualora non usi sicurezze come HTTPS, SSL, VPN, IPSEC) e leggere le vostre conversazioni, email, o addirittura fingervi voi stessi.
Avete sentito parlare di Firesheep? Una comoda estensione per Firefox uscita alla ribalta un paio di mesi fa che fa una cosa semplicissima: permette di entrare negli account Facebook, Twitter, Foursquare (e molti altri) delle persone connesse contemporaneamente alla vostra rete wifi aperta. Come fa? Sfruttando proprio il fatto che, esclusa l’autenticazione iniziale https, la conseguente sessione viaggia in http normale, scambiandosi (in chiaro) cookie di sessione.
Firesheep intercetta questo cookie e si finge voi stessi, permettendo di scrivere nei vostri account senza che voi ve ne accorgiate.
L’ho testato personalmente e funziona esattamente come promesso. E non bisogna essere hacker.

Il WiFi aperto è sicuramente una gran cosa per gli hot-spot in luogo pubblico, favorendo la connettività dei dispositivi, ma è bene pensare per bene a cosa si va potenzialmente incontro.

Edit: vi linko questo interessante articolo di Ars Technica: “How to stay safe at a public wi-fi hotspot

Probabilmente saprete già tutti di cosa parlo: per chi avesse vissuto le ultime settimane su un altro pianeta o non avesse seguito alcuna partita dei mondiali, per vuvuzelas intendo quelle FASTIODIOSISSIME trombette che gli africani suonano incessantemente dall’inizio alla fine in ogni partita.

Oltre ad imprecare in ogni lingua africana, perché già dopo 5 minuti non si sopportano più, mi sono chiesto (per la serie “Siccome sono un Ingegnere…”) se esistesse un modo per filtrare dalla telecronaca il suono di quelle trombette, lasciando inalterato tutto il resto. Beh è bastata qualche ricerca su Google e un paio di prove per rendersi conto che c’era chi ci aveva già pensato prima di me !

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Chi ha provato Safari 4 su Mac sa quanto sia estremamente veloce sia nel caricamento che nel rendering delle pagine. La versione a 64bit introdotta con Snow Leopard ha ulteriormente incrementato le prestazioni.

Ci sono due cose che molti Firefox users rimpiangono in Safari: la mancanza di plugin ed estensioni. Una di quelle più usate è sicuramente Adblock, che permette di rimuovere le pubblicità dalle pagine web, velocizzandone il caricamento.
Forse non tutti sanno che fino alla versione 3 di Safari esistevano dei plugin analoghi che funzionavo egregiamente. Posso citarvi SafariBlock e Safari AdBlock. Purtroppo la nuova versione del browser della mela ha introdotto diverse modifiche e ha reso non funzionanti questi plugin (per adesso).
In questi giorni sono però riuscito a scovare un’applicazione che risolve il problema: una specie di proxy che filtra le immagini ed i siti presenti nella sua lista (che si aggiorna da sola). Il risultato è quello che ci aspettiamo: pagine pulite e prive di pubblicità.

Il programma in questione è GlimmerBlocker.
una volta installato il package, apparirà un nuovo pannello nelle preferenze di sistema, attraverso il quale gestire tutte le impostazioni, attivare o personalizzare i filtri e via dicendo.
Testato con Safari 4.0.3 e Mac OS X 10.6.1 “Snow Leopard”

Altro problema che affligge i MacUsers è il plugin Flash, scritto e ottimizzato così male che stressa continuamente le nostre CPU e fa partire le ventole dei nostri MacBook a tutta velocità.
In attesa che Adobe rilasci un plugin decente (ma quando mai!?) è possibile disabilitare l’autocaricamento dei filmati flash all’interno delle pagine, che partiranno solamente al nostro comando.

Il programma che fa al caso nostro è ClickToFlash .
Al posto della finestrella del filmato, ci apparirà un gradiente grigio. Solo dopo averci cliccato sopra, il filmato (ed il plugin) flash sarà caricato.
Altra utilissima funzione di questo programmino è la possibilità di vedere i video di YouTube attraverso QuickTime in formato H.264, anziché in Flash. La qualità e la riproduzione saranno migliori, e la vostra CPU vi ringrazierà.
Anche questo è stato testato con  Safari 4.0.3 e Mac OS X 10.6.1 “Snow Leopard”.

Edit del 19/12/2009

Dopo qualche mese di distanza dalla scrittura di questo articolo ho finalmente trovato un plugin definitivo per bloccare le pubblicità su Safari 4:

si chiama Safari AdBlocker, e supporta sia Snow Leopard che la modalità 64 bit. Si integra perfettamente nel pannello delle preferenze del browser e nel menu contestuale (click destro), supporta inoltre gli aggiornamenti automatici e le liste di AsdBlock. Vi consiglio assolutamente di provarlo ! 😉

Proprio in queste ore il robottino di Google, Android, sta facendo la sua prima comparsa nei negozi Italiani: Tim ha già annunciato nel proprio sito il lancio dell’ HTC Dream (con annessi piani telefonici dedicati), il primo smartphone con Android, mentre a breve Vodafone presenterà l’HTC Magic, il secondo (e più evoluto) terminale con questo nuovo, rivoluzionario, sistema operativo basato su Linux per dispositivi “touch” creato niente di meno che dall’onnipresente Google.

Sicuramente le aspettative del mercato sono ampie e le potenzialità pure, tanto che è impensabile non fare immediatamente confronti (hardware e software) con il leader (attuale) della categoria, l’Apple iPhone. C’è chi dice che in nel 2012 il gap con l’iPhone sarà recuperato. Staremo a vedere !

Per seguire gli sviluppi del mondo che gira intorno ad Android, da nemmeno un giorno è arrivato AndroidWorld.it, un portale completo con notizie fresche dal mondo, un forum di discussione e supporto, recensioni, guide e download.

In bocca al lupo al nuovo portale e ovviamente anche ad Android !  😉

Una delle novità carine che furono introdotte in Ubuntu Gutsy ben 16 mesi fa fu una nuova gestione del bluetooth attraverso una comoda applet che permetteva di gestire la connessione, associare i dispositivi, inviare e ricevere i files. Inoltre fu introdotta la possibilità di esplorare la memoria del dispositivo (per esempio degli smartphone) in modo semplice e veloce. A suo tempo ne tirai fuori anche un articolo su come fare.

Il dispositivo viene montato automaticamente in Nautilus !

Con l’avvento di Hardy però non solo sparì questa comoda funzione, ma anche tentando di inviare un file dal cellulare verso il pc, si riceveva un errore di impossibilità di inviare file (mentre il trasferimento computer -> cellulare ha sempre funzionato bene). Si sperava che in Intrepid le cose si sarebbero sistemate, invece non è stato cosi.

Era un bug abbastanza importante, perchè utilizzato e richiesto da molti utenti. Invece l’iter burocratico su Launchpad ci ha messo quasi 1 anno e mezzo per individuare l’errore (in obex-data-server) e proporre una soluzione funzionante.

Proprio un paio di giorni fa finalmente è apparsa la soluzione, per opera di Kenny Millington, che ha compilato una versione corretta del pacchetto obex data server e l’ha inserita nel proprio PPA. L’ho appena testata e confermo che funziona tutto alla perfezione!
Edit: grazie anche a Max che come mi ha scritto nei commenti ha contribuito a segnalare a Kenny l’aggiornamento del pacchetto che è stato risolutivo 😉

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Diffondo volentieri la notizia che mi è stata inviata via email da Matteo Lucchesi, presidente del LuccaLUG

Domenica 8 febbraio si terrà a Lucca la conferenza: “Freerunner:
alternativa Opensource all’Iphone
“. L’occasione sarà il
primo “Freerunner Party” nazionale, organizzato dall’associazione Luccalug.
La conferenza che si terrà alle ore 17 ha lo scopo di presentare l’
ultimo terminale messo in vendita dal progetto OpenMoko,
che mira a creare il primo dispositivo mobile completamente
Opensource. Il telefono non ancora indicato per un pubblico di massa (di cui ho già parlato qui, ndr)
offre già la possibilità di utilizzare diverse distribuzioni, oltre a
quella nata dal progetto OpenMoko, troviamo Android, sistema
operativo per cellulari sviluppato da Google.
Il dispositivo equipaggiato di wifi, bluetooth, accelerometri,
touchscreen, gps e naturalmente di un kernel linux, risulta appetibile
per tutti gli amanti del sistema operativo del pinguino che desiderano
espandere la loro passione al settore della tecnologia mobile.
Durante la conferenza verrà illustrata la storia, il presente e il
futuro del progetto.
L’ occasione sarà resa ancora più interessante dallo sponsor della
manifestazione nonchè rivenditore
ufficiale nazionale, che metterà a disposizione dei partecipanti uno
sconto sui dispositivi, assieme alla possibilità
di non pagare le spese di spedizione, visto che sarà presente.

L’invito è rivolto a chi non conosce questo progetto o a chi ne ha
sentito parlare ed è curioso, sia di toccare con mano, che di
conoscere
le prospetive di questa nuova comunità.

Per approfondire:
http://openmoko.org

Per partecipare all’evento è necessario isciversi qua:
http://luccalug.it/wiki/Freerunner

Ho (finalmente) trovato il tempo per sistemare la guida all’ installazione, aggiornamento e configurazione delle schede wireless con chip Ralink su Ubuntu.

Tale guida è valida per la maggioranza dei chip Ralink attualmente presenti, ed in particolare:

  • RT2400 (PCI/PCMCIA)

  • RT2500 (PCI/PCMCIA)

  • RT2570 (USB)

  • RT61 (PCI/PCMCIA)

  • RT73 (USB)

Trovate la nuova pagina (revisionata) a questo indirizzo:

http://wiki.ubuntu-it.org/Hardware/DispositiviSenzaFili/Ralink

In particolare sono state riportate le procedure di aggiornamento dei driver presenti di default nel kernel.

Nell’ordine di preferenza: utilizzo del pacchetto di backports, compat-wireless, driver legacy.

Se trovate errori o mancanze non esistate a segnalarmelo! 😉