Il software che legge i dati della mia stazione meteo (swpi) invia ogni minuto sul server un file di testo in cui sono presenti alcune variabili in formato JSON, tra cui il timestamp dell’ultima lettura in formato [dd/MM/yyyy-HH:mm:ss].

Volevo sostituire alla data dell’ultima lettura grezza un contatore che visualizzasse una dicitura più umana, del tipo “1h, 3m e 34s fa“.

Ho creato quindi una funzione Javascript che esegue i seguenti passi:

  • legge come parametro la stringa con data/ora
  • ottiene la data/ora attuale in formato compatibile
  • fa il parsing della stringa in ingresso in modo da riconoscere i vari valori di giorno, mese, anno, ora, minuti, secondi.
  • calcola la differenza tra le due date in millisecondi
  • trasforma di nuovo in ore/minuti/secondi e li restituisce come output

Ovviamente il parsing è facilmente adattabile ad altri tipi di stringhe.

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Ho finalmente trovato il tempo per dare un restyling a questo sito.

Come spesso accade, ne fai tanti per lavoro e poi finisci per trascurare il tuo… per mancanza ti tempo, voglia, ispirazione.

L’altro giorno ho trovato un tema figo (Souffle) ed ho deciso che era giunto il momento di dare una veste un po’ più moderna. Adesso c’è una home introduttiva ed un portfolio dinamico dei miei siti web, oltre che ovviamente a questo blog con tutti i vecchi  articoli. ;)

Il quarto incontro del Progetto TAG della Provincia di Arezzo si è svolto il 28/09/2012 presso il centro giovani “ZAK” di Camucia.

Una panoramica sui Social Network (Facebook e Twitter in particolare) con dati sulla diffusione, la gestione della propria identità, il social recruiting, le impostazioni sulla privacy ed i consigli per utilizzare in modo consapevole e attento questi strumenti.

Probabilmente molti di voi conoscono già il sito Groupon.it, ma per i pochi che ancora non lo conoscessero (o ne avessero solo sentito parlare), questa è l’occasione giusta per togliersi i dubbi: ecco alcune FAQ (Frequently Asked Questions)

groupon

Cos’è Groupon ?
Groupon è un sito (disponibile già in 43 paesi nel mondo) nel quale è possibile trovare tantissime offerte e buoni sconto da utilizzare in determinati esercizi commerciali oppure per acquistare beni e servizi.

Come funziona ?
Ogni giorno vengono proposte delle offerte (specifiche per città o nazionali) con una scadenza: avremo solamente alcune ore di tempo (24, 48, 72… dipende!) per aderire all’offerta e comprare il coupon (con carta di credito, postepay, paypal).
Una volta terminata l’offerta, riceveremo via email il coupon: basterà seguire poi le istruzioni per prenotare il servizio richiesto chiamando l’esercizio e comunicando il codice, oppure ordinare il prodotto via web.
Non è detto che il coupon acquistato debba essere “consumato” subito: di solito avremo qualche mese di tempo per spenderlo, quando lo riterremo più opportuno.

Per iniziare è sufficiente registrarsi e poi, volendo, iscriversi alle newsletter relative alla propria città.

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Tempi di crisi e di manovre. Si risparmia il risparmiabile e si taglia il tagliabile. E allora anch’io nel mio piccolo oggi ho tagliato qualcosa: il WWW dall’URL di questo sito/blog.

Ma vi rendete conto di quanto sia inutile il WWW ?
Non ha alcun significato tecnico, se non un acronimo per “World Wide Web“. È un dominio di terzo livello insignificante che non fa altro che aggiungere 3 caratteri in più (e il puntino) all’indirizzo del vostro sito. Perché ? Boh. Perchè è figo, perchè è mnemonico. Perché nel 2011 si pensa ancora che se un indirizzo non inizia con www non è un vero sito web.

L’unico prefisso fondamentale in un url web è http:// lui si che, poverino, avrebbe un senso: l’HyperText Transfer Protocol, il protocollo che sta alla base del Web. E invece spesso e volentieri ce lo dimentichiamo, tanto ci pensa il nostro browser di ultima generazione a mettercelo. Oppure Google (tanto la maggior parte degli utenti non sa la differenza tra una barra degli indirizzi e quella di ricerca di Google, ma questa è un’altra storia).

Chi davvero pensava ancora che il www fosse indispensabile, forse ora ci sarà rimasto male. Ma non è così. Davvero!

C’è chi fa a lotta (a fior di quattrini) per trovarsi il nome di dominio più corto possibile, perchè ogni lettera in meno corrisponde ad una facilità maggiore di memorizzazione, digitazione, ricerca (che sembrano cavolate ma ci sono fior fior di studi tecnico/psico/sociologici dietro). E poi niente… ci si vuol mettere per forza il www davanti.

Sarà forse che senza il www, il povero tasto W sarebbe uno dei più inutilizzati della tastiera italiana e allora noi vogliamo dargli un po’ d’importanza. Altrimenti tanti altri motivi non ce ne stanno.

Era da un po’ che ci pensavo, e finalmente oggi mi sono deciso: ho aperto il pannello di controllo del mio hosting e impostato il redirect  www.grechi.it -> grechi.it in modo che tutti i link rimangano raggiungibili, anche dai motori di ricerca. Poi ho cambiato l’url predefinito del blog nel pannello di controllo wordpress.
Veloce, pratico e indolore. Ed è anche molto più pulito e cool, a mio parere.

Lo potete fare anche voi, basta cercare l’apposita opzione nel vostro pannello di controllo di dominio, o DNS, oppure ancora attraverso due righe da inserire nell’ htaccess (Googlate e tutto vi sarà dato).

L’importante è che l’url con e senza www davanti rimandi sempre alla homepage corretta del sito!

Ps: in rete ci sono alcuni casi emblematici. Primo da tutti il sito del NIC, la massima autorità che gestisce e registra e siti .it: se si prova ad accedere a http://nic.it (senza www) addirittura si ottiene una pagina inesistente. Tutto dire eh?

Edit:

Grazie alla segnalazione di Giulio scopro che il WWW è ufficialmente deprecato dalla RFC 3986 del 2005.

Esiste un gruppo internazionale che promuove il non uso del www, a questo indirizzo: http://no-www.org 
Qui trovate anche spiegazioni tecniche e motivi dettagliati per cui il www non dovrebbe essere utilizzato.  Inoltre è disponibile un form per validare il proprio sito sul corretto reindirizzamento. La modalità che anche loro suggeriscono come preferibile è quella in cui tutto il traffico diretto a http://www.tuodominio.com viene automaticamente reindirizzato a http://tuodominio.com, che è il dominio principale. I siti che soddisfano questa proprietà vengono categorizzati come di “Classe B“.

Inutile aggiungere che questo sito ha passato orgogliosamente la validazione! :)

no-www

La puntata di Report del 10 Aprile 2011 dal titolo “Il prodotto sei tu” ha generato una quantità incredibile di commenti e critiche nella blogosfera e soprattutto nella socialsfera (Facebook e Twitter), i soggetti chiamati in causa nel servizio.

Tralasciando la cronaca dei contenuti (il video integrale lo potete trovare qua), provo anche io a dire la mia sulla questione.

Report Rai 3 Leggi tutto →

Per cronaca personale riporto quello di cui mi son reso conto oggi: analizzando le statistiche di Google Analytics del sito studenti.fi.it ho notato questo comportamento anomalo degli ultimi mesi:

 

Il grafico confronta la visualizzazioni di pagina (in blu) con la frequenza di rimbalzo (o bounce rate), in arancione.

Prima di analizzare la questione è bene ricordare cosa è il bounce rate: Leggi tutto →

Mercoledi 13 Marzo sono finito (un po’ per caso) tra i “toptweets” della pagina Italiana di Twitter per questo tweet:

In realtà non era niente di che, se non la condivisione di questo link: http://alext.eu/eDx2rD, ovvero una pagina dell’ABC in cui vengono messe a confronto foto satellitari del Giappone prima e dopo lo tsunami. Sicuramente molto scioccanti e d’effetto… ma tutto sommato poca farina del mio sacco. Interessante però è analizzare quello che è accaduto…

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In questo post vi voglio raccontare la mia esperienza di migrazione di un blog dalla piattaforma wordpress.com (alexit.wordpress.com) ad un blog wordpress installato su uno spazio dedicato ed un dominio diverso, ovvero questo in cui mi trovo ora.

Era da molto che volevo farlo ma avevo sempre rimandato per mancanza di voglia e tempo.
L’obiettivo che mi ero imposto era quello di esportare tutti i post e i commenti, e fare in modo da non perdere i vecchi link ed il ranking dei motori di ricerca che in questi anni mi ero guadagnato.

Difficile? No, alla fine è stato molto più facile di quello che pensassi.

Ma andiamo con ordine.

  1. Dopo aver scelto l’hosting (Tantrahost), ho acquistato lo spazio e registrato il nuovo dominio grechi.it
  2. Ho scaricato e installato l’ultima versione disponibile di WordPress, la 3.1
  3. Ho scelto e configurato il tema per il nuovo blog (Indigo)
  4. Dalla dashboard del vecchio blog sono andato sotto Strumenti/Esporta ed ho scaricato tutto il contenuto del blog in un file locale
  5. Nel nuovo blog ho installato il plugin “WordPress Importer” e da Tools/Import ho importato il file che avevo creato precedentemente, seguendo le istruzioni.
  6. Ho scelto e verificato che i “permalinks” (ovvero il formato dell’indirizzo dei post) del nuovo blog avessero lo stesso formato del vecchio (in questo caso [url]/2011/03/13/sample-post/)
  7. Ho installato tutti gli altri plugin di WordPress che mi interessavano
  8. Nel vecchio blog sono andato in Aggiornamenti e ho acquistato il “Site redirect” per 12$ l’anno. Una piccola spesa per ottenere un risultato essenziale: sia l’indirizzo principale che tutti i contenuti, le immagini, le pagine e i post  vengono reindirizzati permanentemente (301 redirects) al nuovo dominio, senza interromper alcun link né perdere ranking SEO dei motori di ricerca!
  9. Ho verificato che tutto funzionasse (la modifica del redirect è istantanea) ed ho detto a Google di indicizzare il nuovo dominio (registrandolo con “Strumenti per Webmaster“) passando la nuova sitemap ed inserendo pure il nuovo codice per le statistiche di Google Analytics.
  10. A questo punto ho potuto rimuovere tutti i contenuti dal vecchio blog, cestinandoli.

Fatto!  In un pomeriggio avevo completato la migrazione del blog in modo del tutto trasparente e indolore per gli utenti e i motori di ricerca ;)