Quando l’ignoranza di giornalisti e Codacons fa più male del WiFi sui treni AV

Quando l’ignoranza di giornalisti e Codacons fa più male del WiFi sui treni AV

Qualche giorno fa è uscita sul Corriere la notizia (subito amplificata da molte altre testate) della richiesta da parte del CODACONS di sospendere il wi-fi sui treni Frecciarossa e Italo/NTV in quanto le emissioni elettromagnetiche, secondo test effettuati, supererebbero i limiti di legge.

Subito è ripartita una caccia alle streghe mai sopita, titoli sensazionalistici e terroristici hanno riempito per giorni le pagine dei quotidiani e siti internet.

Peccato che i test commissionati da CODACONS siano discutibili e soprattutto dicano ben altro, ma nessuno si è lontanamente sognato di leggerli prima di scrivere i propri pezzi da prima pagina.

In quest’analisi tralascio la questione sanitaria e legislativa legata alla pericolosità dell’esposizione ai campi elettromagnetici, che peraltro rimane ancora tutta da dimostrare.

Premessa

Se i signori in questione fossero stati un po’ più attenti alle lezioni di fisica al liceo, probabilmente saprebbero bene che qualsiasi filo percorso da corrente alternata produce un campo magnetico proporzionale alla corrente che lo attraversa. E che, guarda caso, due metri sopra di voi seduti comodamente in carrozza, viaggia una linea elettrificata a 25 kV – 50 Hz.
Risulta quindi normale che questa generi un campo elettromagnetico (CEM) abbastanza rilevante. Ed è esattamente quello che è risultato dai test.

Normativa

Esistono tre limiti diversi di riferimento contenuti nel DPCM 8/7/2003 (l’unico che ha attualmente valore legale in Italia)

  • Limite di esposizione: 5kV/m – 100 μT
    È il valore di campo elettrico, magnetico, elettromagnetico che non deve essere superato in nessun caso di esposizione della popolazione.
  • Valore di attenzione: 10 μT (misura di cautela del valore medio annuale: 0,5 μT)
    È il valore che non deve essere superato negli ambienti abitativi, scolastici, di lavoro o comunque soggetti a permanenze prolungate.
  • Obiettivo di qualità: 3 μT (misura di cautela del valore medio annuale: 0,2 μT)
    Criteri localizzativi e valori di campo definiti ai fini della progressiva minimizzazione dell’esposizione ai campi stessi
Nel 2001 la IARC (Agenzia Internazione per la ricerca sul Cancro) ha inserito in classe 2b (“possibile cancerogeno“) il campo magnetico a 50/60hz quando l’esposizione abituale supera il livello di 0,4 μT.
Il 27 maggio 2011 è stato inserito nella classe 2b anche il campo magnetico nella banda di frequenze della telefonia cellulare e del WiFi.
Faccio presente che si tratta di un valore precauzionale e di prudenza, visto che ancora non esistono dati certi sugli effetti dannosi dei campi magnetici e delle radiofrequenze a lungo termine.
Il limite di legge in Italia rimangono sempre quelli riportati in precedenza e contenuti nel DPCM 8/7/2003

Il test

Il test commissionato dal CODACONS al Dott. Edoardo de Nicolais, che si definisce “chimico, perito industriale in tlc, valutatore ambientale ex ISO 14001, esperto in inquinamento ambientale” è stato effettuato il 26/07/2012 su un treno Frecciarossa 9655 Milano Roma e su un Italotreno 9940 Roma – Milano attraverso l’utilizzo di strumenti professionali adatti che vengono ben specificati.

Le relazioni tecniche finali sono liberamente scaricabili: qui per il Frecciarossa e qui per Italotreno.

Il test viene giustamente suddiviso in due parti: una relativa alle misurazioni del campo EM a 50 Hz dovuto alla linea, e uno relativo alla banda UHF (quella del WiFi a 2.4 Ghz)

Tralasciando tutta la spiegazione sulla normativa e sulle misure, analizziamo le conclusioni.

Test su Frecciarossa

Misure a 50 hz

  • Campo di induzione magnetica rilevato : 2,2 μT
  • Valore di attenuazione: 2,2/10 = 22%
  • Obiettivo di qualità: 2,2/3 = 73% 

Misure a 2,4 Ghz

  • Valore medio di campo elettromagnetico rilevato: 3,73 V/m (picco max: 4,65 V/m)
  • Valore di attenuazione = obiettivo di qualità = (3,73)2 /6 = 38,4%

A questo punto il Sig. Nicolais fa un’operazione procedurale a mio avviso poco lecita: somma le percentuali relative ai due contributi (ottenute partendo da grandezze diverse e sfruttando limiti normativi diversi) per arrivare ad un valore di attenuazione finale (che peraltro rispetta i limiti):

V_ATT_50Hz + V_ATT_2.4Ghz=  22% + 38,4% = 60,4%

Stessa cosa fa per l’obiettivo di qualità (che poi non è nemmeno ben chiaro a cosa serve dal punto di vista normativo. Sembra una raccomandazione più che un vincolo!) arrivando ad un valore di  73,3% + 38,4 % = 111,7 % che secondo me vuol dire ben poco. Anche se fosse corretto, sarebbe solamente di un 10% oltre il limite, e vista la variabilità dei dati e le sole due misure effettuate (statisticamente scorretto) sarebbe irrilevante.

L’unica cosa certa che si può dire riguardo alle misure effettuate è che:

  • il valore di campo di induzione magnetica a 50hz (2,2 μT) è inferiore sia al limite di esposizione, sia al valore attenzione, sia (addirittura) all’obiettivo di qualità .
  • Il valore di campo elettromagnetico riferito alla banda del WiFI (3,73 V/m) è ben inferiore al limite di esposizione di legge (5 V/m), anche nel suo valore di picco massimo.
Viene poi confrontato il valore con il livello di raccomandazione IARC: qui l’unico valore di campo elettromagnetico rilevato (a 50Hz), pari a 2,2μT supera del 550% il “limite” di 0,4μT.
Sommare questo valore percentuale con quello del valore di attenuazione a 2.4 Ghz mi sembra ancora una volta fuori luogo, visto che non abbiamo un valore di campo elettromagnetico misurato (ma solo di campo elettrico, in V/m), né sono riuscito a trovare indicazioni nelle normative che consentano di fare tale operazione.

L’assurda conclusione a cui è giunto il CODACONS dopo questo test è che le emissioni (sommate) superano i limiti di legge ed ha fatto esposti alle Procure della Repubblica di Roma, Milano, Torino, Bologna e Firenze, ai Ministeri dell’Ambiente e della Salute e all’Arpa, chiedendo di disporre la disattivazione del wi-fi su tutti i treni.

Incredibile! Probabilmente non hanno letto nemmeno i dati che loro stessi hanno commissionato….

Test su ItaloTreno

Il test effettuato sul treno NTV è ancora più incredibile.

Tralasciando le considerazioni preliminari che sono assolutamente le stesse, il valore di campo di induzione magnetica relativo ai 50Hz rilevato è stato:

  • FI-BO: 0,64μT di media e 1,80μT di picco
  • BO-MI: 1,04μT di media e 2,20μT di picco

Viene inoltre misurato anche il valore alla “mensola portapacchi” del treno. È ovvio riscontrare valori molto maggiori… ma che senso ha questa misura? Siete soliti viaggiare li sopra? Inoltre non è confrontabile nemmeno con le misure effettuate sul frecciarossa.

Valori come 27,19μT presi poi come riferimento nel proseguo del test non hanno veramente alcun senso.
Leggere valori di attenuazione del 272% o obiettivi di qualità del 907% servono solo a suscitare un insensato sgomento al lettore.

Altro colmo è il test sul wifi: non effettuato perché in quel momento il servizio non funzionava! Non male…

Per la fiera dei grandi numeri viene infine utilizzata la raccomandazione IARC con la misura “a mensola” per snocciolare un 6800% che di sicuro fa molto presa nei titoli di giornali.

Conclusioni

Le conclusioni che traggo io sono invece le seguenti:

  • Sia i valori relativi alla rete elettrica che quelli relativi al wifi misurati sono del tutto dentro i limiti di legge
  • Il valore relativo al campo generato a 50hz rispetta addirittura i parametri più stringenti di valore di attenuazione e obiettivo di qualità
  • Alcuni calcoli che sommano valori diversi nel test hanno poco significato ed utilizzano una procedura a mio avviso non corretta
  • Se si considera il valore IARC (che non ha assolutamente valore legale) il solo campo elettrico del treno lo supera di 5 volte e mezzo. Cosa dovremmo dire allora? Che i treni sono “potenzialmente cancerogeni” ? Che dobbiamo spegnerli tutti e andare a piedi per essere sicuri? Che si stava meglio quando si stava peggio? Perfavore…
Il WiFi presente nei treni risulta quindi perfettamente conforme ai limiti di legge e la sua emissione elettromagnetica è in ogni caso molto inferiore a quella dei campi normalmente presenti in un treno elettrico.

Fossi un dirigente di FS (che ha già replicato) o NTV valuterei gli estremi per denunciare il Codacons per procurato allarme, o quanto meno fare una controperizia che certifichi la loro regolarità. Ma sicuramente avrebbe meno risalto sulla stampa.

Concludo con l’ultima perla: Il Codacons ha chiesto ai Ministeri della Salute e dell’Ambiente di vietare l’alta velocità ai minori di anni 6 e di disattivare il wi-fi su tutti i treni. Seriamente?

PS
Noto con piacere che anche qualcun altro è giunto alle stesse mie conclusioni: date un’occhiata a questo post su Scientificat

A proposito Alessandro

Ingegnere delle Telecomunicazioni con propensione al web2.0 ed il pallino della tecnologia; toscano & casentinese, vivo a Firenze