Due giorni fa la tastiera del mio vecchio MacBook bianco (del 2008, ma ancora perfettamente in grado di fare il suo lavoro) ha deciso di fare i capricci: alcuni tasti (nello specifico tutta la colonna / U J M ) hanno smesso di funzionare.

Ipotizzando un guasto hardware mi ero già rassegnato ad utilizzare una tastiera esterna oppure iniziare la ricerca del pezzo di ricambio che, per inciso, costa un botto. Infatti in questo modello è necessario cambiare tutto il top case per sostituire la tastiera. Preventivo di un Apple Reseller: 150€ circa. In rete si trova a qualcosa meno, ma si va sempre sopra i 100€ per una tastiera italiana…. un po’ meno se ci si accontenta di un layout US o UK.

Considerato che forse tutto il MacBook varrà si e no 300€, mi sembrava una spesa folle.

Poi alla fine ho avuto idea di provare un reset di SMD e NVRAM, due memorie in cui vengono salvati alcuni parametri della macchina e che spesso sono responsabili di malfunzionamenti hardware.

Queste le pagine ufficiali di Apple che spiegano il reset di SMD (controller di gestione di sistema) e NVRAM (conosciuta anche come PRAM nei vecchi modelli)

Alla fine i passaggi che ho compiuto per resettare entrambi sono stati:

  • arrestare il sistema
  • scollegare l’alimentatore e staccare la batteria
  • premere il tasto di accensione del computer per 10 secondi
  • ricollegare batteria e alimentatore
  • Tenendo premuti i tasti Comando (⌘), Opzione (alt), P e R, accendere il computer
  • Tenere premuti i tasti finché il computer non si riavvia e si sente il suono di avvio (bong) per la seconda volta, a questo punto rilasciarli

Dopo questa procedura la keyboard è tornata magicamente a funzionare. 150 euro risparmiati! 😉

In uno degli ultimi articoli avevo scritto di un semplice workaround per far funzionare l’utility EOS di Canon con Lion. Il trucco consisteva semplicemente nel tornare ad una versione precedente, ovvero la 2.8.1.

Sebbene funzionasse egregiamente per molti, la versione 2.8.1 non supportava ovviamente alcune fotocamere più recenti, come la 60D e la 1100D, così come alcuni obiettivi di recente produzione.

Oggi però DDAAXX mi ha scritto in un commento un nuovo trucco che permette di far funzionare l’ultima versione della EOS Utility (la 2.10.2) con Lion.
La procedura consiste nel modificare un file di preferenze di sistema facendo credere all’utility di trovarsi in Mac OS 10.6.8 invece che in Lion, per poi rimettere tutto apposto una volta che l’utility si è correttamente avviata ed il controllo di versione è stato superato.

 

EDIT del 30/01/2012:

finalmente la EOS Utility è stata ufficialmente aggiornata alla versione 2.10.4 per supportare nativamente MAC OS X 10.7 Lion. Ancora non si trova nel sito italiano, ma la potete scaricare qui dal sito asiatico. Meglio tardi che mai! 😉 

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ATTENZIONE: questa guida è ormai OBSOLETA. Le ultime versioni del software (disponibile nell’area download Canon) risolvono il problema di compatibilità con Lion.

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Visto che ieri mi è arrivata la mia prima reflex digitale, una Canon 550D, inauguro il primo post relativo alla fotografia di questo blog appuntando (per me e per i posteri) un trucco che ho trovato fare per installare la EOS Utility (software incluso con la macchina che permette di controllarla completamente da remoto) in Mac OS X Lion 10.7, visto che ovviamente l’ultima versione disponibile sul sito Canon (2.10.2) non è compatibile e restituisce un bell’errore come questo:

EDIT del 04/01/2012:
grazie al suggerimento di DDAAXX ho inserito un nuovo post con un nuovo workaround che permette di utilizzare l’ultima versione dell’utility su Lion. Vi consiglio di seguire quella! 😉

EDIT del 30/01/2012:
finalmente la EOS Utility è stata ufficialmente aggiornata alla versione 2.10.4 per supportare nativamente MAC OS X 10.7 Lion. Ancora non si trova nel sito italiano, ma la potete scaricare qui dal sito asiatico. Meglio tardi che mai! 😉

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Da ormai qualche giorno è comparso sulla mia scrivania un iPhone 3G 🙂

Non è un regalo di Natale, ma il regalo che tutti i miei amici (e mio fratello) hanno voluto farmi per la laurea … (GRAZIE !!)
Un regalo più che gradito, direi probabilmente il più desiderato. E non solo perchè il mio vecchio ed amato Nokia 6630 stava dando ormai segni di una morte imminente, ma anche perchè tra i dispositivi della stessa fascia (di prezzo e caratteristiche) era quello che sicuramente mi attirva di più.

Prendo spunto dal nuovo arrivo per fare delle mie considerazioni sull’iPhone e i suoi concorrenti attuali, articolo che avevo in mente da tempo ma che poi non avevo mai trovato il tempo di scrivere 😛 Leggi tutto →

Prima di dare le mie considerazioni, vi riporto un pezzo dell’intervista di Mark Shuttleworth, (il papà di Ubuntu, per chi non lo sapesse) al sito derStandard.at, risalente a qualche giorno fa.

Ecco una mia (libera) traduzione:

derStandard.at: Se guarda il mercato attuale dei desktop c’è un sistema operativo che sta crescendo significativamente e non è Linux, è OsX. Quale crede sia la ragione di questo?

Shuttleworth: Prima di tutto dovremmo capire questo, che è un’osservazione importante: il fatto che OS X stia crescendo ci dice che Windows si sta indebolendo. Il fatto che OS X stia crescendo e Linux no, ci dice che OS sta offrendo cose che Linux non offre. Una di queste è il ritmo del cambiamento, il livello di innovazione. Dobbiamo veramente riconoscere che Apple è un motore d’innovazione. Un’altra di queste cose è la loro attenzione alla “web experience“. Loro, e non Microsoft, riconoscono fermamente che è il web la “killer application” dei PC oggi.
C’è una grande opportunità per noi di offrire una grande web experience, ma dobbiamo impegnarci molto nel farlo.

derStandard.at: Dunque per lei OS X è più interessante di Windows ?

Shuttleworth: Per me si, OS X è più interessante. Credo che il software libero sia la più sorprendente piattaforma per l’innovazione, ma credo che questa innovazione deve tendere anche a seguire la “via più facile”, la gente di solito sceglie la via con difficoltà minore: si vogliono esprimere le proprie idee e lo si vuol fare nel modo più facile possibile. E al momento non offriamo un luogo particolarmente semplice in cui andare ad esprimere la propria tecnologia.
Ovviamente ci sono delle eccezioni, guardate ai plugins di Firefox, per esempio. Una volta che Firefox ha raggiunto lo stesso livello di funzionalità di Internet Explorer, c’è stata una esplosione del numero di plugins. Questa è stata spinta da gente che pensava “ho una idea su come migliorare il browser”. E quale era il modo più facile per farlo? Scrivere un plugin per Firefox! E credo che questo ci dovrebbe dire molte cose…

derStandard.at: Quali sono gli ostacoli principali che frenano il successo di Linux sui desktop?

Shuttleworth: Penso che ancora non riusciamo a fornire una soddisfacente “user experience”. Penso che forniamo una user experience (buona) per chi ha un motivo nel voler stare su piattaforma Linux, sia per il prezzo che per la libertà. Se questo è il tuo motivo principale, Linux è la risposta giusta.

Ma se sei uno a cui non importa molto il prezzo, a cui non importa molto la libertà, non penso che possiamo dire che un desktop Linux offra la miglior esperienza possibile. E c’è qualcosa che dobbiamo cambiare, c’è qualcosa su cui mi sto impegnando a lavorare, focalizzando l’incremento delle risorse di Canonical nel capire come possiamo spingere la desktop experience fino a competere con Mac OS X.

Chi si aspettava risposte di parte da Mr. Ubuntu rimarrà deluso: Mark riesce a sorprenderci con un giudizio obiettivo sul mercato attuale dei sistemi operativi. Non è uno di quelli che pensano che Linux sia migliore a priori, senza dubbio. Non ha le bende (da nerd) sugli occhi. Si guarda attorno… osserva il mercato ed i concorrenti per capire quali punti hanno poco successo sono da migliorare. Questo vuol dire essere intelligenti. Davvero i miei complimenti.

Chiunque abbia provato Mac OS X per più di mezzora non potrà che concordare con lui. Io stesso dubitavo del sistema operativo della Apple fino a quando non ci ho messo le mani, ed ho capito veramente il perchè fosse tanto elogiato da chi lo utilizzava…

Io che venivo da una giovinezza informatica windowsiana, seguita fermamente dalla scelta di Linux appena sono stato capace di intendere e volere, non posso negare di essere rimasto colpito da OS X.

Superata la prima fase di sbigottimento e ambientazione, sono rimasto allibito di quanto fosse facile – per l’utente normale – compiere “le solite azioni”. Il regno del plug&play e del drag&drop, dove disinstallare un’applicazione è tanto facile da essere quasi contro intuitivo (trascinando l’icona nel cestino). Tante piccole e semplici accortezze che ti fanno domandare “ma perchè nessuno ci ha mai pensato prima?! “.
E più lo usi più ti accordi di quanti aspetti siano stati scopiazzati dagli altri (prima tra tutti, la dock)… e pensi che forse un motivo ci sia davvero.

Un aspetto gradevole, pulito, essenziale ed elegante. Effetti grafici si, ma quanto basta. Senza esagerare. Un rivestimento esteriore che non fa altro che decorare adeguatamente un motore solido, sicuro e performante. Ovvio, perchè è UNIX inside.

Una simbiosi con l’hardware perfetto. Certo è anche più facile quando il sistema operativo è fatto per la macchina, e la macchina è fatta per ad-hoc per lui. Che sia anche questo il segreto di Mac ?

Edit: stavo per dimenticare… devo ammettere però che anche il mio Ubuntu su MacBook si comporta alla grande, in quanto a velocità, compatibilità e prestazioni ! 😉

Una tipica Apple Fangirl

Al di là delle assurde guerre tra Fanboy di Steve Jobs e anti-Fanboy, da chi impazzisce per ogni mela che vede e per chi ne è allergico (anche quando sono più che buone)… tra chi fa file notturne per sborsare felicemente 500 euro di smartphone e chi piuttosto preferisce comprare affascinanti “saponette” tutte da costruire e migliorare pur di dare un euro alla Apple. Bisogna essere oggettivi.
Valutare i successi degli altri prodotti per migliorare il proprio. Capire la risposta dei consumatori senza pregiudizi, senza voler correre ostinatamente a testa bassa… col rischio di sbatterla nel muro.

Shuttleworth è stato uno dei primi a capire questo e volere un Linux “per esseri umani” … non specificatamente nerd 😉

Trovo finalmente il tempo di scrivere questa guida, come promesso… Mi scuso per l’assenza degli ultimi tempi, ma gli impegni, soprattutto universitari, mi hanno concesso poco tempo…

Ormai sono un felice possessore dell’Apple Macbook dal quasi due mesi, per cui posso trarre le mie conclusioni e raccontare la mia esperienza di installazione di Ubuntu 8.04 “Hardy Heron”.

Il MacBook è pronto per accogliere Ubuntu !
(grazie a Doc per la foto)

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Qualche giorno fa dopo quasi 5 anni di onorato ed intenso servizio, il mio vecchio notebook Acer Aspire 1600 ha esalato l’ultimo respiro (dal dissipatore). La mattina sono andato per accenderlo e non dava segni di vita, se non per due led sotto lo schermo ed un sospetto ronzio provenente dalla scheda madre. Dopo aver fatto diverse prove sono arrivato alla diagnosi: rottura del circuito di alimentazione.
La diagnosi è stata confermata anche dalla successiva autopsia: Intorno ad un paio di componenti (presumibilmente piccoli trasformatori di corrente) era presente una colata di stagno che aveva invaso e mandato in corto la scheda madre, nella zona accanto alla CPU. L’imputato numero uno è quest’ultimo: scaldava veramente tanto, ed il rumore delle ventole era costantemente insopportabile (nonostante ripulissi il dissipatore regolarmente). Mi sono quindi rassegnato e dopo aver riposto i pezzi esanimi in una scatola mi son messo alla ricerca di un degno sostituto.

Avevo abbastanza fretta di comprarne uno nuovo, sia perchè ormai praticamente senza computer non ci posso più stare 😛 sia perchè in questo momento ne ho bisogno per lavorare sulla tesi. Mi sono indirizzato dunque verso la portabilità, la compattezza, la durata della batteria. Ma anche a qualcosa di esteticamente gradevole e ovviamente conveniente sia per il prezzo che per le prestazioni.

Ho valutato diversi notebook 13 e 14 pollici, ma poi la mia scelta è stata fermamente….

MacBook !!

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