Non contento di Natalino (controllo delle luci dell’albero con Arduino) ho deciso di rendere il progetto più “intelligente”, utilizzando questa volta il mio fido Raspberry Pi.
L’obiettivo era accendere un alberino a led con un tweet. Ed in poco tempo direi che ci sono riuscito 🙂

Volete provare ad accenderlo anche voi?


Di seguito le spiegazioni tecniche.
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Progettino natalizio ideato da me e realizzato da mio fratello Giulio: controllo dell’accensione luci dell’albero di Natale con Arduino, in due modalità:

  • Giorno: l’albero si accende solo se rileva il passaggio di una persona (con un PIR infrarossi)
  • Notte: l’albero si accende in modo fisso e si spegne ad un orario predefinito (con un timer che bypassa il PIR

Il tutto è abbastanza semplice e permette anche di risparmiare sull’elettricità, visto che di giorno le luci rimangono spente quando non c’è nessuno a guardarle !

Ecco i componenti utilizzati:

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Il Raspberry Pi è molto versatile ma a volte bisogna tener conto di alcune limitazioni. Una di queste è senza dubbio la poca corrente fornita dalle porte USB (circa 100 mA).

Tastiere e mouse di solito non hanno problemi, ma quando abbiamo delle periferiche che richiedono più corrente (per esempio una chiavetta WiFi o Bluetooth) allora è necessario utilizzare un HUB alimentato.

Gli HUB USB alimentati però non sono così economici. Con un po’ di manualità è possibile trasformare un vecchio hub in uno con alimentazione separata, oppure auto costruirsi una prolunga usb alimentata (powered usb extender) sfruttando i cavi che probabilmente abbiamo già a casa.

Obiettivo: alimentare il Raspberry e la periferica USB con un solo alimentatore USB, fornendo energia sufficiente ad entrambi.

Occorrente:

  • Cavo USB – microUSB (quello che comunemente utilizzate per alimentare il Raspberry)
  • Prolunga USB maschio-femmina (spesso fornite insieme alle chiavette usb o altre periferiche)
  • Alimentatore 5V (da almeno 1.2A, meglio qualcosa di più: dovrà alimentare sia il Raspberry che la periferica!)
  • Nastro isolante e saldatore a stagno

Il procedimento è semplice:

  • Tagliare a metà i due cavi
  • Nella prolunga maschio/femmina prendere il pezzo con l’USB femmina e collegare i fili rosso e nero al cavo USB maschio che andrà all’alimentatore. Gli altri due fili (bianco e verde) trasportano i dati e saranno collegati al connettore maschio che andrà all’uscita USB del Raspberry. Attenzione: non collegare anche rosso e nero all’ingresso del Raspberry, evitiamo che la corrente torni indietro dall’hub, potrebbe danneggiarlo!
  • Prendere lo spezzone col microUSB e collegare rosso e nero (gli altri non servono) agli altri che avete collegato al punto precedente.
  • Fissare tutti i collegamenti con nastro isolante e/o un punto di saldatura a stagno (consigliato).

Lo schema seguente spiega molto meglio il collegamento effettuato.

 

Schema di collegamento

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Con un pizzico d’orgoglio posso scrivere che il progetto BLEM (Matrice led + projection mapping + controllo luci dmx) è stato inserito tra i casi d’uso di QLC+, il fantastico programma che ho utilizzato per comandare da remoto sia il pannello led sia tutte le luci DMX del teatro.

Ringrazio lo sviluppatore Massimo Callegari, con cui tra l’altro ho iniziato uno scambio di idee che sembra promettente per futuri sviluppi 😉

Blem project tra gli use cases di QLC+ !

Blem project tra gli use cases di QLC+ !

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Con alcuni amici abbiamo appena completato un progetto di cui vado molto orgoglioso.

BLEM” è il nome in codice che abbiamo scelto per un pannello di alluminio (200 cm x 80 cm) con una matrice di 250 LED RGB, comandabili singolarmente (da remoto) grazie ad un Raspberry Pi.
Tutto ideato, progettato e costruito artigianalmente !

Prima dei dettagli tecnici iniziamo con un video esplicativo della realizzazione.

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Con gli scatti di 70 giorni della camera del Raspberry (collegato alla mia stazione meteo e Sint Wind Pi) ho realizzato questo semplice timelapse. Montato in poco tempo con Time Lapse Assembler a 60fps e iMovie.

Adesso la mia webcam scatta una foto ogni 3 minuti, che rimane disponibile nell’archivio per usi futuri… come questo! 🙂

 

Music: Gregørio Magnus – Midnite Summer Mix – Blaq

Annunciata il 14 Maggio 2013 dopo diversi mesi di test, la Camera Board è una schedina elettronica grande quanto un francobollo che si interfaccia alla porta CSI del Raspberry Pi attraverso un cavo piatto apposito.

Punti di forza:

  • Costo contenuto (circa 20€)
  • Il collegamento CSI lascia libere tutte le altre porte del Raspberry per altri utilizzi. Inoltre si interfaccia direttamente con la GPU, risultando estremamente leggera per il sistema sia in fase di scatto che in fase di encoding.
  • Qualità elevata: sensore a 5 MPX per le foto (2592 x 1944) capace anche di video a 1080p

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Avevo bisogno di reperire un HUB usb alimentato (per il mio progetto col Raspberry Pi) ma non ne avevo uno disponibile a casa. Inoltre gli HUB alimentati si trovano a prezzi abbastanza alti per quello che offrono (sopra i 10€-15€).

Avevo invece tra le cianfrusaglie un vecchio hub acquistato in qualche bancarella cinese qualche anno fa (come quello in foto) e mi son chiesto se fosse stato possibile modificarlo per aggiungere l’alimentazione esterna (in particolare attraverso un cavo USB secondario).

La risposta ovviamente era SI e l’ho trovata giungendo ad un post come questo. Qui spiega come aggiungere un connettore di alimentazione esterno ad un hub già predisposto. Io ho sfruttato l’idea adattandola al mio caso.

I semplici passi da fare sono i seguenti:

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Se avete dato un’occhiata alla pagina della mia stazione meteo ultimamente, avrete visto che non aggiorna i dati da qualche giorno. Questo purtroppo perchè la consolle della stazione si è guastata e l’ho dovuta mandare in assistenza. Questa stazione costa poco ma sicuramente non è molto affidabile… soprattutto la parte della consolle interna.

Prima che si rompesse, il sistema di ricezione dati tramite Raspberry Pi e swpi funzionava egregiamente.

Una ulteriore implementazione che Tonino Tarsi (sviluppatore del Sint Wind Pi) ha fatto al suo software è il supporto per l’RFM01. Si tratta di un piccolo chip che si trova a pochi euro ed è in grado di riceve il segnale RF a 868 Mhz direttamente dai sensori wireless della PCE, senza dunque dover collegarsi alla consolle tramite usb.

Su suggerimento di Tony ho deciso di acquistare l’RFM01 (preso su RS, in versione SMD a circa 5€).

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Il regalo geek di Natale 2012 è stato sicuramente quello di mio fratello: una stazione meteo amatoriale PCE-FWS 20.meteostrada
Ok tra le mie tante passioni (leggasi “manie”) è da poco entrata anche quella per la meteorologia. Fino ad un paio di anni fa non avevo idea della quantità di appassionati che popolano la rete inondando forum, blog e siti web con previsioni (speso più affidabili di quelle dei siti più blasonati), “nowcasting”, studi di modelli e report di dati. Una passione che si basa soprattutto su uno studio dei fenomeni fisici/atmosferici ma anche un’analisi statistica di dati rilevati dalle stazioni meteo.

Cosa sono le stazioni meteo?

Per chi non ne fosse a conoscenza (come me fino ad paio di anni fa) esistono infatti delle stazioni meteo amatoriali complete di vari sensori (solitamente termometro, igrometro, barometro, anemometro, pluviometro) che non solo visualizzano i dati attuali, ma li salvano in memoria per poter essere scaricati su computer come “storico” (datalogger).
Queste stazioni si trovano a prezzi accessibili che variano dal centinaio di euro (come quella che ho io, che si trova anche su Amazon, direttamente da PCE Italia), fino ad arrivare a nomi più conosciuti come Davis e La Crosse, con modelli ben più completi, costosi e professionali.
La PCE-FWS 20 rappresenta un buon rapporto qualità/prezzo. Ha tutti i sensori standard di media qualità (e qualcosa si può migliorare con un po’ di bricolage, per esempio lo schermo solare o il pluviometro) ed inoltre ha una consolle di visualizzazione con touchscreen e collegamento USB.

Il funzionamento standard prevederebbe solamente l’utilizzo del software WeatherLink (solo per Windows) per il download dei dati dalla consolle, senza possibilità di messa online. Esistono altri software (per Windows, come Cumulus) che permettono di creare facilmente un sito online per la pubblicazione dei dati, ma presuppongono appunto di avere a disposizione un computer/notebook/netbook con Windows acceso e online 24h/24h. Con relativo consumo elettrico. Decisiamente non faceva per me!

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