TantraHost
Se sei alla ricerca di uno spazio web e/o un dominio per mettere in piedi il tuo sito di qualunque tipo e hai intenzione di spendere il meno possibile, ti consiglio di dare un’occhiata all’offerta di TantraHost.

L’ho scoperto quasi per caso da qualche mese e devo dire che mi ci son trovato benissimo, per cui ho deciso di scrivere questo post (vista la quantità di offerte che circolano in rete, so che non è facile scegliere).

In breve: spazio web e traffico illimitati, dominio incluso, a soli 27€ l’anno tutto compreso.
Le modalità sono cambiate per i nuovi clienti da Marzo: 2GB di Spazio e 25GB di banda per il piano STARTER (27€/anno), 5GB di spazio e 60GB di banda per quello PROFESSIONAL. Chi ha sottoscritto i piani prima del cambiamento non avrà nessuna rimodulazione.
I nuovi limiti sono stati impostati per garantire la serietà e l’affidabilità dell’hosting. Rimangono sempre di gran lunga superiori alle esigenze di qualsiasi sito medio ed è sempre possibile aumentarli in qualsiasi momento, all’occorrenza.
Diffidate da chi vi promette “spazio illimitato“. Come potrete ben immaginare lo spazio illimitato fisicamente NON ESISTE (sono Hard Disk!) per cui le promesse che vi fanno saranno in overselling, a discapito della qualità fornita ad ogni utente.

Se poi si vuole avere la possibilità di registrare e gestire infiniti domini, c’è il piano professional a 57€ l’anno.

Qui c’è un rapido confronto con gli analoghi servizi offerti dal più famoso Aruba. Se fate un po’ di conti potete ben vedere come ogni servizio che Aruba fornisce in più è a pagamento (e salato), per cui Tantrahost rimane molto più conveniente.

Il pannello di gestione che forniscono di default è il Cpanel 11: ne ho provati tanti, ma uno cosi completo e ricco di funzioni non l’avevo mai trovato. E’ possibile personalizzare qualsiasi aspetto del dominio, compresi DNS, mail, database (che sono illimitati), estensioni, software aggiuntivo, ecc

Ecco uno screenshot del pannello di amministrazione: una quantità infinita di opzioni gestibili ! Leggi tutto →

Il GPS

Tutti ormai hanno familiarità col GPS (Global Positioning System), sistema creato inizialmente nell’ambito militare USA, che sfrutta una costellazione di satelliti per calcolare la propria posizione in un qualsiasi punto del globo con un’accuratezza di pochi metri.

Il principio del GPS è abbastanza semplice: attraverso i segnali ricevuti dai satelliti in orbita (almeno 4) il

schema di funzionamento del GPS

schema di funzionamento del GPS

terminale riesce a calcolare la propria posizione conoscendo il tempo di volo del segnali, la mappa dei satelliti e la loro sincronizzazione temporale. Da quando il suo utilizzo è stato liberalizzato per usi civili e commerciali, il suo successo è stato esponenziale, dai navigatori sui veicoli alle più recenti implementazioni sugli smartphones avanzati.

L’utilizzo del GPS in mobilità ha aperto nuovi interessanti scenari non solo per la navigazione cartografica, ma anche per tutti quei servizi che possono sfruttare l’informazione sulla localizzazione dell’utente per fornire un servizio personalizzato di informazioni, meteo, traffico ecc, senza dimenticare i risvolti social di Twitter e Foursquare.

Il GPS però presenta molti problemi se utilizzato in ambienti chiusi oppure in città, tra gli edifici. Per questo sono state pensate alcune soluzioni alternative: una di queste è l’utilizzo delle segnale GSM o UMTS ricevuto dalle celle circostanti: ogni antenna trasmette infatti informazioni sulla propria posizione geografica, ma l’accuratezza di questo tipo di localizzazione è evidentemente pari alla grandezza della cella, per cui può anche essere di alcuni Km in zone rurali.

Il WPS

Un altro sistema che è venuto fuori negli ultimi tempi è quello che sfrutta la presenza di access point WiFi sparsi nel territorio: conoscendo l’esatta ubicazione degli access point ricevuti dal proprio terminale, è possibile determinare la posizione con un’accuratezza di poche decine di metri. Questo sistema è chiamato anche WPS (Wireless Positioning System).

Dato che non c’è un modo intrinseco di ricavare la localizzazione dagli access point, è necessario avere un database in cui sono associati ai MAC address degli AP con le rispettive location.
Probabilmente avrete di recente sentito parlare di alcune questioni dovute alle macchine di Google che, percorrendo le strade per registre le immagini impiegate in Street View, raccolgono contemporaneamente le informazioni degli access point ricevuti, mappandoli. Qualcuno si è chiesto che tipo di dati venissero “sniffati” e salvati da Google (a cui in teoria serve solo il MAC address), soprattutto se la rete in questione è aperta, senza alcuna protezione.
Fermo restando che secondo me chiunque lasci aperta la propria rete wireless è un incosciente, perché è come lamentarsi se i ladri rubano in casa dopo aver lasciato porte e finestre spalancate, Google, dopo aver dichiarato che non viene raccolto alcun dato per scopi diversi alla localizzazione, pare abbia acconsentito a far visionare i propri dati e promesso di cancellare tutti quelli captati “per sbaglio”.

Google possiede appunto uno di questi database wps, ma non è l’unica.

Skyhook

Un altro servizio molto importante e diffuso è quello Skyhook Wireless, azienda americana fondata nel 2003 per rispondere alla crescente domanda di servizi location-based.

Skyhook

Skyhook è stata la prima a creare un sistema diffuso di raccolta dei dati ed un database su scala mondiale.

Leggi tutto →

Finalmente, dopo un anno e mezzo (luglio 2008) circa da quando avvistai la Google Car per le vie del Casentino, le immagini panoramiche a 360° della nostra vallata sono state pubblicate !

Sono disponibili i maggiori paesi casentinesi e le strade principali, anche se ancora rimangono diversi “buchi”.
Possiamo quindi fare un salto a Castel San Niccolò, Stia, Pratovecchio, Poppi, Bibbiena, Montemignaio, Castel Focognano, Chitignano, Talla, e la maggior parte delle loro frazioni !

Se siete “fortunati” troverete anche casa vostra, la vostra macchina o forse pure voi stessi.

Suggeritemi le situazioni più divertenti, strane e curiose che trovate, provvederò ad inserirle qui aggiornando il post.

– la Google Car ha avuto la sfiga (conosciuta da molti casentinesi) di iniziare la Consuma dietro la Sita! Chissà che accidenti ! 😀  Per fortuna dopo un po’, ecco il sorpasso !

(News e commenti sul Casentino: Casentinesi.it)

Proprio in queste ore il robottino di Google, Android, sta facendo la sua prima comparsa nei negozi Italiani: Tim ha già annunciato nel proprio sito il lancio dell’ HTC Dream (con annessi piani telefonici dedicati), il primo smartphone con Android, mentre a breve Vodafone presenterà l’HTC Magic, il secondo (e più evoluto) terminale con questo nuovo, rivoluzionario, sistema operativo basato su Linux per dispositivi “touch” creato niente di meno che dall’onnipresente Google.

Sicuramente le aspettative del mercato sono ampie e le potenzialità pure, tanto che è impensabile non fare immediatamente confronti (hardware e software) con il leader (attuale) della categoria, l’Apple iPhone. C’è chi dice che in nel 2012 il gap con l’iPhone sarà recuperato. Staremo a vedere !

Per seguire gli sviluppi del mondo che gira intorno ad Android, da nemmeno un giorno è arrivato AndroidWorld.it, un portale completo con notizie fresche dal mondo, un forum di discussione e supporto, recensioni, guide e download.

In bocca al lupo al nuovo portale e ovviamente anche ad Android !  😉

Diffondo volentieri la notizia che mi è stata inviata via email da Matteo Lucchesi, presidente del LuccaLUG

Domenica 8 febbraio si terrà a Lucca la conferenza: “Freerunner:
alternativa Opensource all’Iphone
“. L’occasione sarà il
primo “Freerunner Party” nazionale, organizzato dall’associazione Luccalug.
La conferenza che si terrà alle ore 17 ha lo scopo di presentare l’
ultimo terminale messo in vendita dal progetto OpenMoko,
che mira a creare il primo dispositivo mobile completamente
Opensource. Il telefono non ancora indicato per un pubblico di massa (di cui ho già parlato qui, ndr)
offre già la possibilità di utilizzare diverse distribuzioni, oltre a
quella nata dal progetto OpenMoko, troviamo Android, sistema
operativo per cellulari sviluppato da Google.
Il dispositivo equipaggiato di wifi, bluetooth, accelerometri,
touchscreen, gps e naturalmente di un kernel linux, risulta appetibile
per tutti gli amanti del sistema operativo del pinguino che desiderano
espandere la loro passione al settore della tecnologia mobile.
Durante la conferenza verrà illustrata la storia, il presente e il
futuro del progetto.
L’ occasione sarà resa ancora più interessante dallo sponsor della
manifestazione nonchè rivenditore
ufficiale nazionale, che metterà a disposizione dei partecipanti uno
sconto sui dispositivi, assieme alla possibilità
di non pagare le spese di spedizione, visto che sarà presente.

L’invito è rivolto a chi non conosce questo progetto o a chi ne ha
sentito parlare ed è curioso, sia di toccare con mano, che di
conoscere
le prospetive di questa nuova comunità.

Per approfondire:
http://openmoko.org

Per partecipare all’evento è necessario isciversi qua:
http://luccalug.it/wiki/Freerunner

Impossibile non notarla. Oggi ( 25 Luglio 2008 ) mentre percorrevo la SR 70 verso le ore 16, nei pressi della località Ponte a Poppi (in provincia di Arezzo) ho incrociato una Opel Astra nera con una vistosa attrezzatura sopra il tetto.

Avendo già visto qualche foto in rete, non ho avuto dubbi: era un’auto di Google !

Non ho avuto la prontezza e il tempo per fare personalmente una foto, ma è in tutto e per tutto uguale a quelle che si trovano navigando un po’…

Quella che vedete in cima al palo non è altro che una sofisticata macchina fotografica che scatta foto a 360° mentre la macchina in movimento… lo scopo di tutto questo?
Ovviamente Google Street View !

Ancora in Italia non c’è, ma visto il lavoro dei Google-men negli ultimi tempi, senza dubbio arriverò a breve.
Sono stati segnalati già molti avvistamenti, in particolare nelle grandi città (Roma, Milano…) e loro periferie, ma non pensavo che le Google Cars si spingessero anche nelle campagne toscane, in Casentino,  lontano da grandi città… ma certo uno tra i luoghi più belli d’Italia 😉

Chissà… forse presto la mia Punto grigia finirà pure su Google StreetView !

Edit del 24/01/2010

Oggi mi sono accorto che finalmente il Casentino ha fatto la sua comparsa in Google Street View ! 😀
Sono da poco state rese disponibili le immagini di alcune delle principali strade della nostra bella vallata ! I comuni e paesi principali ci sono tutti.
Purtroppo ancora alcune strade sono incomplete… e tra queste manca sia casa mia, sia il punto in cui 1 anno e mezzo fa ho incontrato la Google Car! 🙁 Speriamo che le inseriscano tutte, prima o poi ! 😛

Edit del 24/06/2011

A Giugno 2011 la Google Car è stata riavvistata in Casentino !

 

(News e commenti sul Casentino: Casentinesi.it)

Qualche giorno fa dopo quasi 5 anni di onorato ed intenso servizio, il mio vecchio notebook Acer Aspire 1600 ha esalato l’ultimo respiro (dal dissipatore). La mattina sono andato per accenderlo e non dava segni di vita, se non per due led sotto lo schermo ed un sospetto ronzio provenente dalla scheda madre. Dopo aver fatto diverse prove sono arrivato alla diagnosi: rottura del circuito di alimentazione.
La diagnosi è stata confermata anche dalla successiva autopsia: Intorno ad un paio di componenti (presumibilmente piccoli trasformatori di corrente) era presente una colata di stagno che aveva invaso e mandato in corto la scheda madre, nella zona accanto alla CPU. L’imputato numero uno è quest’ultimo: scaldava veramente tanto, ed il rumore delle ventole era costantemente insopportabile (nonostante ripulissi il dissipatore regolarmente). Mi sono quindi rassegnato e dopo aver riposto i pezzi esanimi in una scatola mi son messo alla ricerca di un degno sostituto.

Avevo abbastanza fretta di comprarne uno nuovo, sia perchè ormai praticamente senza computer non ci posso più stare 😛 sia perchè in questo momento ne ho bisogno per lavorare sulla tesi. Mi sono indirizzato dunque verso la portabilità, la compattezza, la durata della batteria. Ma anche a qualcosa di esteticamente gradevole e ovviamente conveniente sia per il prezzo che per le prestazioni.

Ho valutato diversi notebook 13 e 14 pollici, ma poi la mia scelta è stata fermamente….

MacBook !!

Leggi tutto →

Segnalo che finalmente dopo diverso tempo con l’aggiornamento di oggi ( 16 aprile 2008 ) tornano a funzionare i driver ralink rt2x00 dentro il pacchetto di driver wireless “compat-wireless“.

Dopo la versione 2.0.14 (che avevo trovato molto stabile), si sono succedute infatti varie versioni e modifiche che ne avevano compromesso la stabilità.

In particolare è finalmente stato risolto un bug alla funzione “lib->config_filter()” che mandava tutto in loop…

Adesso con l’ultimo aggiornamento sono passato alla versione 2.1.14, che risulta ottima sia in stabilità che in prestazioni. Consiglio quindi a tutti i possessori di schede ralink di aggiornare, seguendo la solita procedura

Edit del 22/04/2008:
dalle prove che ho fatto successivamente sembra che questa nuova versione non sia poi cosi stabile come la precedente. Per il momento sono tornato alla 2.0.14 “rock-stable”, in attesa di ulteriori indagini e prove…

La brutta notizia è che in Ubuntu Hardy, ormai prossima al rilascio, è presente la versione 2.0.10, che pur connettendosi e funzionando out-of-the-box, risulta assai instabile e buggata, almeno dalle mie prove con il chipset rt73 (e quindi il modulo rt73usb). Gli utenti che installano Hardy per la prima volta saranno dunque costretti ad aggiornare i driver se vorranno vedere la propria periferica ralink perfettamente funzionante…

Speriamo che i responsabili dei pacchetti intervengano presto a tappare questa falla…

Aggiunta del 22/04/2008:
sembra proprio che l’Ubuntu-Team abbia deciso di ascoltare la mia richiesta (che in realtà è quella di molti). Grazie ad una segnalazione tra i commenti, ho scoperto che in hardy è disponibile un pacchetto di backports che aggiorna i driver ralink ad una versione più stabile. Basta selezionare e installare il pacchetto linux-backports-modules-hardy
Sembra che l’installazione dei compat-wireless non sarà dunque necessaria…

Ben fatto guys! 😉